Moratto – La Pastilla Del Fuego (DFC)

moratto-la-pastilla-del-fuegoElvio Moratto inizia l’attività discografica nel 1984. In quegli anni, quando in Italia la musica dance è praticamente fatta di sola italo disco, il suo nome compare nei crediti di numerose produzioni, da Vivien Vee a Fascination, da Radio Movie a Kasso passando per Silent B.C., Fun Fun, Sabrina Salerno, Orlando Johnson e Jovanotti per il quale cura i primi due singoli ante-cecchettiani, “Walking” e “Reggae 87”, entrambi del 1987. Quell’anno Moratto avvia pure il progetto solista Afroside, spalleggiato dalla Full Time Records. Per uscire allo scoperto col proprio nome anagrafico usato come artista attende il 1990, quando la romana Interbeat pubblica il maxi single “Yo Chum” che passa inosservato, soprattutto se paragonato ai lavori degli anni a seguire.

«Quello di “Yo Chum” fu un episodio del tutto casuale. Era una traccia che avevo ideato per un rapper ma alla fine rimase la mia voce guida e quelli della Interbeat decisero di stamparlo così» racconta oggi Moratto. Per tornare ad usare il suo nome come artista attende ben tre anni: corre il novembre del 1993 infatti quando la DFC, etichetta del gruppo bolognese Expanded Music, pubblica “La Pastilla Del Fuego”, erroneamente annunciato dalle note di copertina come “primo singolo da solista” e che raccoglie successo nella stagione autunno-inverno. «Il brano nacque nello stesso periodo in cui componemmo “El Gallinero” di Ramirez, ed infatti in quei mesi mi ritrovai con due singoli in classifica. Lo strumento portante era la fisarmonica a cui aggiunsi i soliti sintetizzatori e i bassdrum usati nei dischi di Ramirez. Lo realizzai in pochissimo tempo, una settimana circa, ispirato da un’immagine elettronica del cervello umano sotto l’effetto dell’ecstasy, a cui poi si riferì il titolo stesso. Poiché ero in tour non presenziai alla fase finale di mixaggio, e devo ammettere che il risultato non mi convinse pienamente, lo trovavo un po’ troppo ingolfato. A cantare fu Cinthya, una ragazza argentina di appena quattordici anni. Serate, collaborazioni con artisti italiani (come Scialpi, nda) e partecipazioni a colonne sonore mi impedirono di lavorare in studio con costanza e ciò generò un’atmosfera piuttosto tesa. A causa di questi impegni fui persino costretto a fare la spola tra Roma e il Veneto. In tutta franchezza, avrei voluto pubblicare un singolo a mio nome anche prima ma fu impossibile poiché c’erano molti altri progetti in fase lavorativa». In quegli anni infatti Moratto, membro del DFC Team, lavora a pieno regime a diversi act tra cui spiccano senza dubbio Glam e il citato Ramirez con le varie hit “La Musika Tremenda”, “Hablando!”, “El Ritmo Barbaro”, “Orgasmico”, “Terapia” ed “El Gallinero” che riscuotono consensi a livello internazionale.

«”La Pastilla Del Fuego” fu un buon successo, credo che in Italia abbia venduto circa 18.000 copie mentre per quanto riguarda l’estero i conti, ahimè, non sono mai tornati. Nel Regno Unito fu particolarmente apprezzato ed infatti ancora oggi, quando mi esibisco da quelle parti, mi chiedono di suonarlo. L’avrei ripreso volentieri rivitalizzandolo ed attualizzandolo con suoni nuovi ma paradossalmente non mi è stato mai concesso di realizzare remix di mie produzioni. Di cose assurde però ne sono state fatte diverse, come l’idea balorda di pubblicare il disco con due copertine differenti. A me piaceva la prima, quella con l’immagine del cervello a cui facevo riferimento sopra. La seconda, con la pastiglia col cuore in primo piano, invece la trovai davvero di pessimo gusto anche perché storpiava integralmente il messaggio del disco stesso. Non ho mai approvato l’uso dell’ecstasy!».

In quel periodo Moratto è un performer attivissimo ed accompagna in giro per l’Europa l’act di Ramirez in eventi importanti come il tedesco MayDay, occasione in cui viene eseguita per la prima volta “La Novena Sinfonia”, qualche mese più tardi finita sul lato b del remix di “Orgasmico”. «Partecipai all’edizione di Berlino svoltasi a dicembre del 1992. Un rave epocale, ma devo ammettere che anche i raduni minori dei tempi erano altrettanto coinvolgenti. Mi sarebbe piaciuto collaborare con alcuni degli artisti che figuravano più spesso in quel tipo di festival, come WestBam o Marusha, e con label come la Bonzai. In Italia, comunque, avevamo un DJ altrettanto forte, Riccardo Testoni alias Ricci DJ».

Il follow-up de “La Pastilla Del Fuego” esce nell’estate 1994 e si intitola “La Fuerza Pagana”. Ne ricalca la scia, soprattutto per scelta dei suoni che rimandano alle esperienze pregresse da musicista di Moratto presso il conservatorio di Trieste. «Lo studio della musica fa sempre la differenza, anche se è possibile realizzare qualcosa di ugualmente potente pur senza basi accademiche, e in quel momento emerge la grande magia. Però, quando l’arte si trasforma in lavoro, il risultato perde la magia e si trasforma in qualcosa di completamente diverso».

Alla fine del 1994 Moratto abbandona l’Expanded Music in favore della napoletana Flying Records. «A persuadermi nel cambiare aria furono diversi motivi. Avevo voglia di fare pezzi cantati ma in Expanded non era possibile così realizzai “Wonder”, in coppia con DJ Cerla, e “Warriors”, interpretato da Jo Smith (e rivisto dai Datura che già si erano occupati del remix de “La Pastilla Del Fuego”, nda), cedendo entrambi alla Flying Records di Napoli. Inoltre, non meno importante, il progetto Ramirez cominciava a non piacermi più, stava passando dai rave alle balere e il tempo mi ha dato ragione». Con sorpresa però, alla fine del 1995 Moratto torna all’Expanded. Un articolo pubblicato ai tempi lo descrive come “l’uomo che risposa la moglie dalla quale ha divorziato”, ma l’impressione è che il meglio ormai fosse già alle spalle. «Tornare con la DFC fu il più grande errore della mia vita. Per il resto probabilmente rifarei tutto fuorché restare in Italia. Avrei preferito un Paese con un clima sempre caldo».

Moratto trascorre la seconda metà degli anni Novanta puntando a produzioni dal taglio meno pop, da “Transworld” su Steel Wheel a “The Door To Eternity” su Trance Communication insieme a Zenith per il progetto Sonar Impulse, sino ad una fitta serie di collaborazioni col compianto DJ Ricci. «Di quel decennio mi manca la gioia (soprattutto dei primi anni), i tanti club e le persone che insieme a noi hanno creato eventi bellissimi. L’Italia purtroppo ha subito un crollo vertiginoso in questo ambito, ed oggi si sente l’assenza di pionieri e di personalità da seguire come esempio. Ora mi occupo prevalentemente di musica per cortometraggi e nel contempo sto completando un progetto elettronico piuttosto ambizioso e diverso da tutte le mie vecchie produzioni». (Giosuè Impellizzeri)

© Riproduzione riservata

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