Albertino Featuring David Syon – Your Love Is Crazy (X-Energy Records)

albertino-your-love-is-crazyPer il DeeJay Time, in onda sulla radio di Claudio Cecchetto già da diversi anni, il 1991 è importante: “viene ridotto alla sola fascia condotta da Albertino e da questo momento il programma si specializza in musica da discoteca” (da Wikipedia). Non esiste ancora tutto quel fortunato mondo cartoonesco che si svilupperà nelle annate seguenti e che garantirà ascolti record all’emittente di Via Massena, ed Albertino, come tantissimi DJ dei tempi, bazzica gli studi di registrazione partecipando, prevalentemente in veste di supervisore, a qualche produzione discografica. La sua voce è già finita su 12″ l’anno prima grazie a “Paradise Express” di Good Bye FBI, poi cura con Molella due versioni di “Carico, Carico, Carico!” dei Do It!, figura in un paio di pezzi dei The End (“You Drive Me Wild”, “Extasy Express”), e co-produce “4 Peace 4 Unity” del rapper Space 1, “Hi Steppin'” di Jam Crew Featuring Cuba Rock e “Let Me Feel Your Rhythm” di Valerie Still sulla romana X-Energy Records.

È proprio quest’ultima a pubblicarlo come artista solista con “Your Love Is Crazy”, in coppia con David Sion (Syon sulla copertina), attivo sin dagli anni Ottanta quando condivide il progetto Radio Movie con Elvio Moratto. «Facevo già da molto tempo il chitarrista e il corista per artisti come Ron, Mike Francis, Marco Ferradini, Goran Kuzminac, Gino D’Eliso, Angelo Baiguera e molti altri. Poi conobbi Moratto con cui formai i Radio Movie, prodotti da Giancarlo Meo che all’epoca era editore di Claudio Simonetti. Accanto a noi c’era pure una corista, Luisa Montanaro. Insomma, eravamo una piccola famiglia» racconta oggi Sion. E continua: «non riuscendo ad emergere coi Radio Movie, decidemmo di dividerci: Elvio tentò come solista (nelle vesti di Afroside, nda), io invece creai un team di produzione con Sergio Portaluri e Fulvio Zafret».

Concretizzando la sinergia prima coi singoli di Green Olives, ancora legati ai suoni della dance degli anni Ottanta, e poi con “Rusty Acid” di Rusty del 1988, un balzo deciso nella house degli smile gialli, Sion e soci iniziano ad avventurarsi lungo il sentiero della musica per le discoteche. «Nelle varie produzioni di quel periodo scoprimmo che avevo un magico falsetto e da lì nacque un nuovo progetto, Green Olives esploso in Giappone. Finimmo persino nella lista dei “best new talent” ai Dance Music Awards insieme a Pet Shop Boys, Jimmy Somerville, Kylie Minogue ed altri idoli del pop. In mezzo a tutto ciò continuai a stringere collaborazioni con Jovanotti, Sabrina Salerno e Shannon e in studio vennero a trovarci persino artisti del calibro di Todd Terry e Malcolm McLaren».

Nel 1991 quindi la X-Energy Records di Dario Raimondi ed Alvaro Ugolini pubblica il singolo di debutto di Albertino, scritto e cantato da Sion e prodotto da Portaluri e Zafret nel Palace Recording Studio di Andrea Gemolotto, ad Udine. La copertina, realizzata da Massimo Capozzi, mostra ovviamente un microfono, oggetto distintivo per il DJ/speaker in questione. La main version, la Bueno Mix, riaggancia l’italo house in quegli anni esportata con successo in tutto il mondo (Stati Uniti compresi) grazie alle smash hit di Black Box, FPI Project o 49ers. “Your Love Is Crazy” mostra inoltre qualche punto in comune con un altro grande successo made in Italy di quel periodo, “Found Love” dei Double Dee Feat. Dany, tra pianate “spaghetti house” ed inserti funk. «L’Italia introdusse il piano house stomp style che faceva saltare in discoteca e che in breve divenne una caratteristica peculiare nel mondo. Da lì a breve decollò anche la visione italiana della techno. Noi comunque, già appagati dal successo di Green Olives, buttammo giù le idee per un brano nuovo. Improvvisammo un po’ scambiando l’inciso con la strofa quasi per gioco e ci accorgemmo che suonava benissimo, così mantenemmo tale modifica. Proprio in quel periodo la X-Energy mi fece conoscere Alberto che voleva a tutti i costi quel pezzo per promuoverlo in radio. Andò piuttosto bene, credo vendette intorno alle 40.000 copie e fu inserito in svariate compilation, ma la vera sorpresa fu ritrovarlo nella colonna sonora del film Vacanze Di Natale ’91, con Christian De Sica, Massimo Boldi, Alberto Sordi, Ezio Greggio, Nino Frassica, Ornella Muti e tanti altri». Il disco viene poi licenziato all’estero, in Spagna, Olanda, Francia, Germania e persino nella lontana Australia, e remixato in varie versioni tra cui la Hot Stomp.

Albertino e Molella

Albertino in una foto scattata tra 1991 e 1992. Insieme a lui, in consolle, c’è Molella.

Il follow-up esce nel 1992, si intitola “Burn It Out” ma viene firmato dal solo Sion. Albertino lo si ritrova nei crediti come autore della Club Mix registrata al Village Studio di Miki Chieregato. «Con Albertino non andò avanti semplicemente per motivi di tempo: ci perdemmo di vista a causa dei vari impegni che ognuno di noi aveva». Il DJ radiofonico infatti, dopo qualche altro disco (Control Unit, Lost Tribe Of The Lost Minds Of The Lost Valley, N50, Nervosound, Too Creative, Bambini, Friends, Felice Caccamo) ed alcuni remix (Do It!, Naughty By Nature, Anticappella, Ricardo Da Force, Antico, Interactive, Off) abbandona quasi del tutto l’attività discografica dedicandosi alle compilation, prima le “Hardcore Compilation” e poi le più note e fortunate “DeeJay Parade” ed “Alba”.

Albertino negli studi di Radio DeeJay (199x)

Albertino negli studi di Radio DeeJay, in una foto risalente alla seconda metà degli anni Novanta

Tornerà alla produzione, ma in modo saltuario e discontinuo, anni dopo: nel 1999 con “Una Mattina (One Morning)” di S.K. e “Tarantella” di Ce Ce Lee, nel 2000 con “Super” in coppia con Gigi D’Agostino (che vende circa 20.000 copie), nel 2002 con “You Are Not Alone” di Wakkos (cover dell’omonimo di Michael Jackson), nel 2013 con “Wonderland”, nel 2015 in tandem con Federico Scavo prima per un remix di “Stone Fox Chase” degli Area Code 615 e poi coinvolgendo gli Outhere Brothers in “Banga”, e nel 2016 sia per il remix di “Someone Who Needs Me” di Bob Sinclar, realizzato con l’amico Fargetta, sia per un paio di remake di classici anni Novanta (Tony Di Bart ed Alexia) firmati coi compagni d’avventura del DBM (Dipartimento Bella Musica).

Del tutto diversa invece la situazione per il team di Sion, Portaluri e Zafret: i De Point si celano dietro parecchi dischi di successo, su tutti quelli prodotti per la star dell’electro/hip hop statunitense Afrika Bambaataa, come “Just Get Up And Dance”, “Feeling Irie”“Pupunanny” e “Feel The Vibe”. «Bambaataa era in tour in Europa e un’altra etichetta con cui lavoravamo, l’Expanded Music di Bologna, cercava un pezzo per lui. Avevo un provino che faceva al caso suo e che poi divenne “Just Get Up And Dance”. Scrissi quel testo sulle strofe che molti DJ stranieri hanno successivamente sfruttato per le loro versioni. Bambaataa era davvero una mina vagante e cercava ovunque nuove collaborazioni. Credo che oggi sia tornato a fare il DJ».

“Light My Fire” del 1993 (nella veste di featuring per X-Periment) e il poco fortunato “Satisfy” del 1994 sono gli ultimi brani che Sion destina alla X-Energy. Gran parte delle produzioni successive, tra cui F & F, insieme al compianto Fabio Frittelli, frontman del progetto Mo-Do, sono legate alle etichette del gruppo Expanded Music. «A distanza di anni ammetto che ci sono produzioni che avrei voluto realizzare meglio, ma comunque ho ricevuto tante soddisfazioni a scrivere testi. Nella vita non è importante fare musica solo per i soldi ma essere creativi e sentirsi realizzati spiritualmente, magari sapendo di essere riusciti a trasmettere emozioni a qualcuno». Per Sion gli anni Novanta si concludono col featuring per “How Deep Is Your Love” di East Town, nel 1999 sulla Ocean Trax di Gianni Bini e Paolo Martini. Torna a farsi sentire nel 2014 con “Waiting For The Heaven” insieme agli olandesi ShamBok sulla ritrovata Italian Records curata da Ricky Persi. «È stata una bella esperienza, gli ShamBok sono molto bravi. Mi diverto ancora a scrivere testi e comporre. Ora sto concentrando le forze su MoonBeat, un nuovo progetto condiviso con Chris Stern ed altri collaboratori come Lorenzo Gavinelli ed Alessandro Sartore. Sentirete presto parlare di noi». (Giosuè Impellizzeri)

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