DJ Sakin & Friends – Protect Your Mind (Planet Love Records)

DJ Sakin & Friends - Protect Your MindNella seconda metà degli anni Novanta la musica trance è oggetto di un sensibile aumento di considerazione da parte del grande pubblico. Il calo di interesse nei confronti della formula eurodance agevola l’ascesa di un numero sempre maggiore di act filo trance che trasformano quello che era un genere ad appannaggio quasi esclusivo dei DJ e discoteche specializzate in un autentico volano di affari, anche considerevoli tenendo conto del risultato di alcuni brani. Autentico deus ex machina di quel periodo è il tedesco Torsten Stenzel, intervistato qui ed artefice di molti pezzi che fanno crossover tra mondo trance e mainstream, proprio come quelli di DJ Sakin & Friends, progetto capeggiato dal tedesco di origini turche Sakin Bozkurt, già attivo come disc jockey nei primi anni Novanta in locali come il Wartburg di Wiesbaden e il Music Hall di Francoforte. «Ho iniziato la carriera da DJ all’età di sedici anni, fortemente affascinato dai giradischi, dal mixer e da tutto l’armamentario che apparteneva al classico equipaggiamento da disc jockey» racconta oggi Bozkurt. «La prima serata giunse quando avevo diciotto anni e il mio modello da seguire era Torsten Fenslau» (DJ resident del Dorian Gray di Francoforte e produttore di indubbio successo scomparso prematuramente il 6 novembre 1993 in seguito ad un incidente stradale, artefice tra le altre cose del progetto Culture Beat, nda).

DJ Sakin (199x)

Sakin Bozkurt in una foto scattata negli anni Novanta

I primi anni Novanta sono febbrili per l’attività discografica. Il progressivo abbassamento del costo degli strumenti (drum machine, sintetizzatori, campionatori, outboard per gli effetti etc) incita un numero sempre più importante di giovani ad affiancare all’attività da DJ quella di produttori. È così anche per Bozkurt che nel 1994 incide il suo primo brano, “What Is House?”, incluso in “Monophyletic” e pubblicato dalla Liquid Rec. del citato Stenzel. «I primi giorni trascorsi in studio di registrazione furono veramente emozionanti» ricorda l’artista a proposito. «Ci divertimmo tantissimo elaborando idee e suoni con una quantità impressionante di strumenti analogici». Nonostante il momento economico propizio però, Bozkurt non pare realmente rapito dall’attività in studio di incisione. Nel ’96, ancora per la Liquid Rec., pubblica “Photon Tracks” a cui seguono l’anno dopo “God On Earth” su Bonzai Trance Progressive ed “Escape To Paradise” su Green Martian. Ben poco se paragonato all’incessante operatività di svariati colleghi ma tutto sta per cambiare in modo radicale.

Intorno alla fine del 1997 nasce infatti un nuovo progetto che lo renderà popolare in tutto il mondo, DJ Sakin & Friends. «Fondamentalmente l’idea di partenza era intrecciare la classica trance music da club alla fantastica voce di Janet Taylor che avrebbe donato al tutto un gusto nuovo» spiega Bozkurt. «Iniziammo con “Protect Your Mind” che Stenzel pubblicò sulla sua Planet Love Records (ma, come lo stesso Stenzel spiega nell’intervista sopraccitata, il brano finisce su Planet Love Records perché rifiutato precedentemente dalla Sony Music, nda). Autentica fonte d’ispirazione fu la melodia scritta dal compianto James Horner per la colonna sonora del film “Braveheart” (già ripresa con qualche mese d’anticipo, ma con decisamente meno fortuna, dagli italiani Q-Base in “Braveheart” su
Top Secret Records del gruppo Dig It International, nda). Elaborammo l’Original Mix in un paio di giorni appena, usando principalmente un sintetizzatore Nord Lead Clavia ed una Roland TB-303. La nostra DAW invece era Cubase della Steinberg. Prima della pubblicazione ottenemmo l’autorizzazione da Horner e dalla London Symphony Orchestra, detentori dei diritti. I risultati furono sorprendenti: il singolo ottenne riconoscimenti importanti (disco d’oro e disco di platino), e credo che vendette all’incirca un milione di copie in tutto il mondo. Ad alimentare quel successo travolgente fu senza dubbio anche la versione vocale cantata dalla Taylor, intitolata “Protect Your Mind (For The Love Of A Princess)”, che si ritagliò ampio spazio nel mainstream».

DJ Sakin & Janet Taylor (199x)

Sakin Bozkurt e la cantante Janet Taylor che contribuisce al successo pop del progetto DJ Sakin & Friends

Ulteriore visibilità viene offerta dalle versioni remix realizzate da Ayla e Van Bellen a cui si sommerà quella del britannico Lange, ma soprattutto dal videoclip girato in Scozia che finisce in high rotation su MTV e Viva. Anche per il follow-up, uscito alla fine del 1998, intitolato “Nomansland” e promosso in tv da un nuovo videoclip questa volta girato in Marocco, i tedeschi si lasciano ispirare da un’altra melodia dalle caratteristiche celtiche, “David’s Song” di Vladimir Cosma. «Il successo di “Protect Your Mind” fu grossomodo replicato, se ben ricordo “Nomansland” vendette leggermente meno ma l’impatto che ebbe sulla scena internazionale fu irresistibile» prosegue Bozkurt. «Le cose cambiarono invece nella primavera del 1999 quando uscì il terzo singolo, “Dragonfly”, che purtroppo non funzionò come i due precedenti».

Sia “Protect Your Mind” che “Nomansland” vengono pubblicati anche in Italia dalla Red Alert del gruppo Arsenic Sound, su licenza della Overdose. Nessuno da noi però pensa di rilevare “Dragonfly”, sebbene lo stile rimanga pressoché lo stesso. L’entusiasmo comunque non si smorza del tutto e il team teutonico pubblica il primo (ed unico) album, “Walk On Fire”, che contiene i precedenti singoli ed altri brani come “Wait For You” che suona come un mix tra ambient e trance, l’orientaleggiante “Turkish Memories”, la nebbiosa “Nightmare” e la spiazzante “Enter The Filter” col featuring di Casey Keth che sposta le coordinate verso la funky house. C’è spazio anche per la celestiale “Reminiscing (Stay)”, remake dell’omonimo scritto da Horner per il film d’animazione “Fievel Conquista Il West” del ’91, estratta come singolo nel 2000 e per cui viene coinvolta la musicista Vanessa-Mae che col suo violino tratteggia magicamente melodie nel cielo. «L’LP raccolse parecchio successo e venne eletto come miglior “DJ album” dell’anno» rammenta ancora Bozkurt. «L’emozione che provammo in studio mentre lo producemmo fu ampiamente ripagata dalle ottime reazioni dei DJ e del pubblico dei club».

nello studio di Stenzel, 2000

Sakin Bozkurt, Janet Taylor e Torsten Stenzel nello studio di quest’ultimo, ad Ibiza, nel 2000. Appesi al muro si scorgono due importanti riconoscimenti per il produttore tedesco, “Protect Your Mind” di DJ Sakin & Friends ed “On The Beach” di York

L’epic trance di DJ Sakin & Friends continua a pulsare nel nuovo millennio con ulteriori singoli come “Miami” (con la melodia di “Crockett’s Theme” di Jan Hammer, dalla sountrack di “Miami Vice”), “Little Paradise”, “Thunderbird” (scandito da un sample rap dei Run DMC) e “Sometimes” (costruito sugli accordi di “Fade To Grey” dei Visage) tutti supportati da un’etichetta cardine del movimento hard trance tedesco, la Overdose. Gli equilibri però stanno per cambiare. I primi anni Duemila si rivelano pericolosi ed infausti per un numero elevatissimo di case discografiche indipendenti e distributori sparsi nel mondo. Alcuni finiscono in bancarotta, altri si vedono costretti a sospendere l’attività, ormai non più redditizia, come accade alla Overdose nel 2005.

DJ Sakin (2019)

Una recente foto di Sakin Bozkurt

«Fu un periodo tragico per l’economia discografica e tantissime etichette fallirono» annuisce Bozkurt. «L’età digitale, con servizi di streaming come Spotify, era ancora lontana. A differenza di molti altri che non sapevano far altro che rimpiangere il passato però, ho deciso presto di rimboccarmi le maniche e cominciare da capo, fondando nel 2008 la mia etichetta, la Clone 2.1 Records, cercando di familiarizzare il più possibile col mondo e le dinamiche del mercato digitale. Ovviamente non è più fattibile guadagnare i soldi di un tempo, una volta anche un solo singolo poteva cambiarti la vita. Ora invece bisogna insistere e cercare di battere anche differenti direzioni musicali. Se il prodotto è valido, gli introiti derivati dallo streaming non sono poi così male. Insomma, la nuova dimensione rivela vantaggi e svantaggi. I miei ricordi più belli continuano, per ovvie ragioni, ad essere legati comunque a DJ Sakin & Friends, sono contento di aver vissuto quel periodo. La mia amicizia con Stenzel continua ancora, di tanto in tanto ci sentiamo. Tornando al presente, ritengo che la creatività non sia affatto scomparsa come alcuni invece sostengono. La musica dance che sta uscendo ora, progettata in modo completamente nuovo e diverso rispetto a venticinque/trent’anni or sono, è letteralmente roboante. In circolazione trovo ci siano molte produzioni techno interessanti, i club sono ancora pieni di gente e si è perso il conto dei fantastici festival con decine di DJ di successo». (Giosuè Impellizzeri)

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