Due chiacchiere con Claudio Arillotta, ricordando la Flying Records

Claudio ArillottaUna veloce chiacchierata con Claudio Arillotta, che tra 1994 e 1997 ricopre ruolo di promoter per una delle etichette italiane più note degli anni Novanta, la napoletana Flying Records.

Come ricordi la tua esperienza nel mondo radiofonico, nella veste di direttore della programmazione di Radio Città Futura Campania?
A quei tempi, negli anni Ottanta, ci si divertiva a promozionare artisti e brani, ed inoltre c’era propositività da parte delle radio che rischiavano la programmazione su artisti sconosciuti.

Dal 1994 al 1997 lavori per la Flying Records: come arrivasti alla società di Flavio Rossi?
Fui chiamato dall’allora responsabile internazionale Alessandro Massara, ora presidente di Universal. Mi occupavo della promozione.

Che mondo era quello della Flying Records?
Molto familiare ma al 100% professionale.

Negli anni Novanta quali erano le strategie classiche di marketing per i prodotti riservati alla musica da discoteca?
Era tutto molto diverso da oggi. Il successo partiva dalle discoteche e dai DJ, solo in un secondo momento arrivava in radio.

Chi e cosa poteva decretare, in forma sensibile, la riuscita di un brano?
Sicuramente i DJ e successivamente le emittenti radiofoniche.

Come erano i rapporti con le radio e i magazine specializzati?
Ottimi, sicuramente meglio rispetto a quelli odierni.

Esisteva la payola in Italia?
No.

C’è qualche particolare o significativo aneddoto legato ad un brano?
Ce ne sarebbero tantissimi ma preferisco non parlarne.

Quanto funzionava il comparto delle compilation?
Le vendite delle compilation erano davvero importanti.

Tra le molteplici etichette di Flying Records c’era la Crime Squad, che nel 1992 apre la carriera discografica degli Articolo 31 (con “Nato Per Rappare”/“6 Quello Che 6”) e che viene ricordata anche per aver pubblicato “SXM” dei Sangue Misto, ora quotatissimo sul mercato dell’usato. Come era la scena rap italiana ai tempi? Incontravi “resistenze” da parte dei programmatori radio/tv?
Mah, più che le radio credo fossero le televisioni a concedere sempre troppo poco spazio al rap.

Con quali artisti si ebbe la definitiva consacrazione del rap in Italia?
Senza dubbio con Articolo 31, Sangue Misto, 99 Posse, Sottotono…e tanti altri ancora.

Nella scuderia Crime Squad c’era pure DJ Flash col brano “Un Lorenzo C’è Già”, oggetto di una vicenda giudiziaria che nel 1995 vide, tra gli indagati, anche Pippo Baudo. Come ricordi quello spiacevole episodio?
Cose che capitano e che lasciano il tempo che trovano.

Quale, tra le tante etichette della Flying Records, ricordi con maggior piacere?
Due su tutte, UMM e la citata Crime Squad.

Quali furono i pezzi dance prodotti da Flying Records che ebbero maggior successo?
Quelli di Alex Party e Blast, senza dubbio.

Quale invece il progetto in cui riponevate molte aspettative ma che non diede i risultati sperati?
Non saprei indicarne uno in particolare. Resto del parere che tutto ciò che si produceva fosse di un livello superiore alla media ma non sempre le cose vanno nel verso giusto.

Perché Flying Records, nonostante la fortissima operatività (vantava sedi a Milano, in Inghilterra e persino in America), finì nella peggiore delle maniere, ossia col fallimento?
Ho sempre pensato che ciò fu causato da una reale mancanza manageriale nella gestione dell’azienda.

Flying Records segnò uno dei periodi più fortunati, sia dal punto di vista economico che creativo, della musica prodotta in Italia. Chi, tra le altre realtà nostrane operative ai tempi, merita altrettanta stima?
Non ne vedo nessuna paragonabile alla Flying Records.

Come vedi il mercato attuale della musica dance internazionale?
Contraddistinto da un netto ritorno a ciò che successe negli anni Novanta.

Quello italiano invece? È così tanto disorganizzato come in molti sostengono?
Non saprei, ora sono abbastanza lontano.

Quali sono i tre brani-simbolo degli anni Novanta, non necessariamente dance, che preferisci in assoluto?
“Crayzy Man” dei Blast per la dance, 99 Posse ed Articolo 31 per il rap, ma non in riferimento a singoli bensì ai meravigliosi album.

(Giosuè Impellizzeri)

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