Daniele Gas & Davide Calì – Cose Meravigliose (Subway Records)

Daniele Gas & Davide Calì - Cose MeraviglioseLa Subway Records ricopre un ruolo ben definito nell’immenso scenario marchiato (italo) progressive, sviluppatosi tra 1993 e 1997 circa. Nata tra le mura della milanese Discomagic e guidata da Claudio Diva, è tra quelle che genera la variante definita “dream” che funziona particolarmente tra Toscana, Piemonte e Liguria, e trasforma brani Lello B., Daniele Gas e Gigi D’Agostino in veri e propri classici intramontabili per gli appassionati. Ad approdare su Subway, nel 1995, è anche Davide Calì, in attività già da qualche anno e particolarmente attratto dai suoni della techno.

«Il mio primo disco fu “Xabrax” di D.G. Sound Project, realizzato in collaborazione con Alex Neri e Marco Baroni dei Planet Funk. Uscì nel 1992 su Oversky Records e proprio da quel mix partì tutto. Ad Alex piacque molto il demo inciso su cassetta e mi disse che l’avremmo finito insieme nel loro studio. Portai con me i miei strumenti e con la loro collaborazione realizzammo quell’EP di tre tracce a cui seguì “That Is All” di Software, pubblicata dalla S.O.B. (Sound Of The Bomb) del gruppo Dig It International a cui invece sottoposi un DAT». A raccontare è Calì, particolarmente attivo con vari pseudonimi. Alla Subway arriva con “Blue Dav”, in chiave dream, a cui segue “Cose Meravigliose”, realizzato a quattro mani con Daniele Gas, già reduce da una fortunata collaborazione con Gigi D’Agostino di cui abbiamo parlato dettagliatamente qui.

«Incontrai Daniele in Discomagic dove entrambi portavamo le tracce alla mitica Subway. Claudio Diva ascoltava i brani e decideva se pubblicarli o meno. Ci piacevano reciprocamente le nostre produzioni e così decidemmo di provare a collaborare. Lo invitai nel mio studio e dopo un po’ di tempo mi chiamò. Aveva il weekend libero, era il momento giusto per concretizzare l’idea. Usammo strumenti analogici tirando dentro in più occasioni anche il pianoforte (che suonavo personalmente), soprattutto per “04 – 09 – 95 Sunset (Intro)”. Era il sound adatto alla Subway Records, tra ritmi da ballare e suoni che cullavano la mente, come violini e canti di uccelli in sottofondo registrati nelle campagne di Castelnuovo Magra. Realizzammo tutto in circa cinque giorni e nelle pause delle session andavamo verso il mare per raccogliere nuove ispirazioni. Non ricordo quante copie vendette il mix ma lo passarono parecchie radio, persino in Rai. La data che divenne il titolo del brano indicava il giorno in cui terminammo i lavori. Tra i credit c’era anche una piccola poesia che scrissi insieme a Daniele».

Ai quattro minuti e mezzo dell’intro segue “Cose Meravigliose “Theme””, diviso in due sezioni: la prima luminosa e ricca di melodie sognanti ottenute con archi che anticipa lo stile sviluppato dal 1996 da Gas e Michele Generale nel progetto Nylon Moon, la seconda più scura, infilata in mezzo a suoni increspati, quasi acidi, nettamente in contrasto coi precedenti. Seguono “Beautiful Silence (Blue Dav)” e “Green Light (Domina Dawn)”, aderenti alla progressive trance tipica di casa Subway. «Purtroppo dopo quella esperienza io e Daniele ci perdemmo di vista, anche se a me piaceva moltissimo collaborare con altri in studio, mescolare le idee voleva dire aumentare la creatività. In quegli anni infatti ho realizzato brani con molti colleghi tra cui Alessandro Tognetti, Fabio Kinky, Gianni Parrini e Francesco Zappalà, giusto per citarne alcuni».

Calì, come detto prima, si rivela particolarmente prolifico ed incide molta musica per altrettante etichette. Alla Subway destina altri 12″ tra cui “Acid Benz”, che strizza l’occhio allo stile di Emmanuel Top su Attack Records, mentre su In Lite, Whole Records (del gruppo Media Records) e Metrotraxx convergono cose dal taglio più progressive trance. «La Subway Records era la mia label di riferimento per le tracce un po’ più “facili” mentre la Mammut del gruppo Dancework, su cui uscivo prevalentemente come Karma, pubblicava i miei album (in formato doppio mix) o singoli dai suoni maggiormente ricercati. Comunque, al di là dei generi, considero ogni brano come un figlio, ogni pezzo ha una sua storia e fa parte di me».

Tra la fine degli anni Novanta e i primissimi Duemila Calì figura, con Francesco Passantino e Roberto “Robo” Bonini, nella formazione degli Air Kraft Vision che stuzzicano il pubblico con un curioso abbinamento tra strumenti hardware, solitamente relegati allo studio ed ora portati nelle consolle delle discoteche, ed una serie di oggettistica “casalinga” come tazzine da caffè, pentole, cucchiai e persino un asse da stiro. «L’idea di base era proprio traghettare drum machine e sintetizzatori nel contesto live delle discoteche, creando musica dal vivo e mixandola in diretta, senza ricorrere a pre-registrazioni. Poi, con l’aiuto di Francesco Zappalà a cui piacque molto il progetto, cominciammo a fare parecchie date in locali/eventi importanti come Insomnia, Imperiale e The West. Dopo qualche tempo tutto si interruppe e io fui il primo ad abbandonare il gruppo ma mi riservo di svelare la ragione».

Gli Air Kraft Vision vengono parzialmente rimpiazzati dagli SpostaMenti (Passantino, Calì e Zappalà) che si esibiscono live in occasione del Distorsonie 2003, a Bologna, figurando in una line-up che annovera anche Andrea Benedetti, Lory D, DJ Stingray e Derrick May. Negli anni a seguire Calì prosegue senza soste la carriera, fondando prima Equilibria Records nel 2006 e poi la Reiz Musik (nel 2009) e la Animus (nel 2014) attraverso le quali esplora, sia da solo che attraverso altri artisti, techno, tech house, minimal ed ambient. (Giosuè Impellizzeri)

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