Systematic – I Got The Music (X-Energy Records)

Systematic - I Got The MusicGrazie a varie hit (Corona, Cappella, Ice MC, Da Blitz, Datura, Digital Boy, Einstein Dr. DJ, Glam, Mato Grosso, Mo-Do, Netzwerk, Playahitty, U.S.U.R.A., giusto per citare le più famose) il 1994 è ricordato spesso come l’anno di grazia per la musica eurodance/italodance prodotta nel nostro Paese. Di artisti e studio project che animano classifiche e mercato discografico se ne contano davvero un’infinità, e proprio tra questi spicca il nome dei Systematic.

Creato ad inizio ’94 da Giuseppe Fuccio alias DJ Albino affiancato da Michele Violante, Systematic debutta su X-Energy Records con “I Got The Music” che, come scrive Marco Biondi in una recensione su Trend Discotec a giugno 1994, “è fatto sullo stile dei dischi della Media Records tipo Cappella, con tutte le caratteristiche per funzionare, consigliato ai locali tendenti al maranza e al popolare”. Un riff a presa rapida di tastiere, ritmica incalzante, parte rappata e ritornello catchy con voce femminile: gli ingredienti classici dell’eurodance ci sono tutti, senza pretesa di innovare o tracciare nuove tendenze.

«Il nome Systematic nacque in modo molto banale» racconta oggi Fuccio, «in quel periodo uno dei maggiori successi era “Automatik Sex” di Einstein Dr. DJ che mi piaceva molto, e Systematic mi venne in mente proprio pensando alla parola “automatik” del titolo. Pensai fosse abbastanza accattivante per contrassegnare un nuovo progetto dance. Realizzammo “I Got The Music” in appena un paio di giorni e sin dal primo momento l’etichetta non mostrò alcuna perplessità per procedere con la pubblicazione. Ai tempi la dance veniva prodotta in studi seri, non come adesso che viene assemblata solo col computer. Come prevedeva la classica procedura del periodo, anche noi usammo dei sample campionati da altri dischi».

Il ritornello proviene da “Keep It Comin’ (Dance Till You Can’t Dance No More!)” di C+C Music Factory, non siamo riusciti invece ad identificare la sorgente originaria del rap ma in compenso abbiamo scoperto che viene utilizzato quello stesso anno in “My Love 4 You” di Real Dream. Il pezzo funziona bene nella primavera del 1994, aiutato sia dal supporto di Albertino che lo vuole nella tracklist della “Deejay Parade Volume 4” (che per l’occasione contiene l’ADC Card come gadget in omaggio), sia da un remix dei Bliss Team confezionato sulla falsariga della loro “Go!” uscita quasi contemporaneamente.

«Abbiamo raccolto consensi in tutto il mondo e credo che una delle persone decisive per il successo fu Dario Raimondi Cominesi, uno dei due proprietari della Energy Production. Includendo anche le compilation, il brano vendette oltre un milione di copie. Chiaramente in Italia la riuscita fu decretata dal fatto che l’airplay su Radio DeeJay fosse alto, tanto che iniziammo a collaborare con loro entrando a far parte della “famiglia” della Gig Promotion. Per le esibizioni live coinvolgemmo Nathalie Aarts che dopo qualche anno divenne nota coi Soundlovers».

Systematic team (Albino, Aarts,Cesaroni), 1994

La formazione live dei Systematic nel 1994: a sinistra Albino, a destra Lamberto Cesaroni, al centro Nathalie Aarts, futura cantante dei Soundlovers.

Il follow-up di “I Got The Music” esce in autunno, si intitola “Love Is The Answer” ed ottiene nuovi consensi in Italia e all’estero. Questa volta la parte vocale è tratta da un classico della house, “Why Can’t We See” di Blind Truth, campionato e ricantato in quel periodo pure da R.A.F. (per “We’ve Got To Live Together”, 1993), Andromeda (per “We’ve Got To Live Together”, 1993) e Proce (per “Jump”, 1994). «A causa di piccoli screzi, Michele Violante lasciò il posto a Lamberto Cesaroni sotto consiglio del citato Raimondi Cominesi. Ovviamente mi adeguai. Il ritornello lo campionammo ma il rap era inedito e fu realizzato da un turnista, Tammy, che eseguì la parte dietro mie precise indicazioni».

I Systematic tornano con “Stay Here (In My Heart)”, cantato da Sandy Chambers e scritto col compianto Greg Girigorie dei JT Company, che esce nel 1996 ma sembra prodotto nel 1994 e forse è proprio questo a penalizzarlo rispetto ai precedenti singoli. «Ai tempi mandavo avanti due studi di registrazione e mi occupavo di tanti altri progetti della X-Energy Records. Probabilmente nel 1995 non arrivò l’idea giusta ma il mercato stava cambiando e non sapevamo quale direzione sonora intraprendere. Andammo sul sicuro con l’italodance più classica e “Stay Here (In My Heart)”, secondo me, era forte. Lo realizzai insieme ad Emanuele Pollastri».

Nell’estate del ’96 è la volta di “Suite #1 D-Minor/Klavier Concert” con cui i Systematic aderiscono alla corrente dream progressive sdoganata da Robert Miles. «Lo produssi con Marco Rizzi che era ed è ancora un grande maestro. Suonava il pianoforte in una maniera incredibile e ci divertimmo molto a realizzare quei due brani. Poi purtroppo non mi trovai più d’accordo a livello artistico con Raimondi Cominesi che decise di continuare a produrre Systematic con altre persone (che firmano “Everyday”, nda), seppur il marchio fosse stato ideato da me».

Nel 2011 il progetto riappare attraverso un duo che porta il repertorio in eventi revival e nel contempo viene annunciato un ritorno discografico ufficiale. «Non so chi ci sia dietro tutto ciò ma il marchio Systematic è associato a me, chi conosce la dance di quel periodo lo sa. Creammo un ottimo team, sia con Violante che con Cesaroni, e ai tempi l’unione faceva la forza. Quando un DJ (come me), un musicista ed un cantante si incontravano in studio nascevano sempre ottimi prodotti» conclude Fuccio. (Giosuè Impellizzeri e Luca Giampetruzzi)

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Da Blitz – Movin’ On (Inprogress)

Da Blitz - Movin' OnVero successo della primavera 1995, il brano dei Da Blitz (Simone Pastore e Viviana Presutti), ha origini ancora più lontane, almeno a livello di creazione. «Era pronto già un anno prima in una versione differente rispetto a quella che poi uscì a firma Gabry Ponte. Eravamo molto richiesti in Spagna per i concerti e quindi, per allungare il programma e fare almeno mezz’ora di esibizione, producemmo diversi inediti tra cui “Movin’ On”» racconta lo stesso Pastore. La versione in questione si può ascoltare in un video registrato a luglio 1994 durante lo show dei Da Blitz alla discoteca Modonovo di Savelletri, in Puglia.

A marzo del 1995, in piena era eurobeat, “Movin’ On” fa capolino su etichetta Inprogress, sublabel della Bliss Corporation che comprende i progetti di maggior successo come Bliss Team, Vandana, Blyzart e molti altri. «Era un disco che si differenziava dai precedenti in quanto anticipava un po’ le sonorità che emersero alla fine di quell’anno, vertendo sulla progressive/trance, con una velocità più sostenuta rispetto ai classici 135 bpm che andavano di moda fino al 1994 per quanto riguarda la dance».

Lo Studio A della BlissCo (1994)

Lo studio A della Bliss Corporation nel 1994, dove vengono realizzati tutti i singoli dei Da Blitz. Foto gentilmente concessa da Simone Pastore

La popolarità dei Da Blitz si consacra proprio con questo singolo che arriva come i precedenti tre in vetta alle classifiche italiane ed europee, e vede, oltre all’uscita di diversi remix (tra cui il Puerto Rico, in cui il refrain centrale del disco cantato da Viviana viene sostituito dal rap “reggaeggiante” di Jeffrey Jey), la realizzazione di un videoclip, «girato, come sempre, negli studi della Bliss Corporation e realizzato facendo largo uso di computer grafica. Era nostra abitudine far apparire negli stessi videoclip la maggior parte del gruppo di produzione dell’etichetta, come ad esempio Gabry Ponte».

Chiosa finale sul periodo alla Bliss Corporation: «Entrai nel team dell’etichetta torinese di Massimo Gabutti e Luciano Zucchet a settembre del 1993 quando c’erano due studi e il progetto di punta era Bliss Team, fresco di successo grazie a “People Have The Power” pubblicato dalla Propio Records di Stefano Secchi. Il nostro “Let Me Be” fu il primo a marchio Inprogress, gli studi e la struttura si ampliarono e c’era un’atmosfera davvero da grande famiglia. Era un piacere arrivare in studio e non era affatto stressante essere lì dalla mattina fino a tarda sera. Poi qualche insuccesso discografico ha iniziato a deteriorare i rapporti ma faceva parte del gioco, il ricordo di quegli anni resta e resterà comunque bellissimo» conclude Pastore.

Dopo “Movin’ On” i Da Blitz continuano ad essere presenti nelle classifiche con “Take Me Back” ed “I Believe”, per poi arrivare alla conclusione del progetto nella primavera del 1998 con “Love & Devotion”, poco prima di “Blue” degli Eiffel 65, che segna la seconda giovinezza discografica per l’etichetta torinese. (Luca Giampetruzzi)

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Bliss Team Featuring Jeffrey Jey – People Have The Power (Propio Records)

Bliss Team - People Have The PowerIl successo internazionale ottenuto dagli East Side Beat e dai Double You, rispettivamente con “Ride Like The Wind” nel 1991 e “Please Don’t Go” nel 1992, è il probabile motivo che nei primissimi anni Novanta spinge molti produttori dance italiani a cimentarsi nei rifacimenti di brani del passato. Così, tra 1992 e 1993, scoppia la “covermania”, un fenomeno naturalmente non circoscritto solo a tale biennio ma che in quell’arco temporale si fa sentire con particolare insistenza. Inizia proprio con una cover la carriera discografica dei Bliss Team, progetto torinese nato dalla collaborazione tra il DJ Roberto Molinaro e il cantante Gianfranco Randone alias Jeffrey Jey.

«Il nome Bliss Team nacque da un’idea di Alex Peroni, lo inventò per un brano di Stefano Secchi a cui avevo lavorato. Non conoscevo ancora Gianfranco ma lo provinai proprio io quando si presentò in studio. Era appena tornato in Italia da Manhattan e non parlava molto bene l’italiano. Quando sentii la sua voce ebbi un brivido, lo stesso che provo ancora oggi quando lo sento cantare» racconta oggi Roberto Molinaro. «Una serie di coincidenze ci fece optare per la cover della canzone di Patti Smith: la Propio Records aveva già in classifica un remake della Smith, “Because The Night” dei Co.Ro., e “People Have The Power” era destinato proprio a loro e doveva essere cantato da Taleesa. I Co.Ro. però rifiutarono il brano quindi lo facemmo cantare a Jeffrey» spiega ancora Molinaro. «Sono trascorsi 23 anni ma ricordo tutto di quel disco. La lavorazione durò molto, Jeffrey cantò il provino di notte e il caso volle che non riuscì più a ricantarlo con la stessa espressione, quindi optammo proprio per la registrazione del provino. A casa ho ancora il campionatore coi sample vocali e credo che quell’Emax II abbia contribuito in modo determinante alla realizzazione di “People Have The Power”. Per fare il taglio di voci all’inizio della stesura impiegammo circa otto giorni. In quel periodo era in atto una vera rivoluzione nel panorama discografico italiano e molte etichette che arrivavano dagli anni Ottanta non avevano ancora ben chiaro cosa stesse accadendo. La Time Records era appena (ri)nata e la Propio, legata a Radio 105, aveva un profilo internazionale grazie ai Co.Ro. citati prima. Per noi Propio fu una grande vetrina, ci garantì subito una solida credibilità oltre al supporto radiofonico. Fu proprio 105 a lanciare il disco che in appena due settimane conquistò il primo posto della classifica di vendita. Non potevamo chiedere di più. Ad aiutarci furono anche le presenze in compilation di successo come “Discomania Mix” o “Danceteria” con cui sbarcammo nelle autoradio di tutta Italia».

Bliss Team su Videomusic

I Bliss Team nel 1994 durante l’esibizione al Genux di Lonato andata in onda nel programma Caos Time sul canale televisivo Videomusic 

“People Have The Power” viene pubblicato anche all’estero: la stampa belga annovera il remix di Vito Lucente (il futuro Junior Jack) mentre quella spagnola include sul lato b un’altra cover, “Living On A Prayer” dei Bon Jovi, edita anche in Italia in occasione dell’uscita dei remix. Nel frattempo la Propio tenta di bissare l’exploit di “Because The Night” e “People Have The Power” con altri rifacimenti, “A Brighter Day” di Stefano Secchi, remake di “Una Storia Importante” di Eros Ramazzotti, e nel 1994 “Somebody To Love” di Baffa, cover dell’omonimo dei Jefferson Airplane. Nonostante il forte antagonismo tra Radio 105 e Radio DeeJay, i Bliss Team riescono ad entrare nelle grazie di Albertino contrariamente a quanto invece accade a “Because The Night”, che comunque vanta oltre 660.000 copie vendute nel mondo. «La rivalità correva più tra Jovanotti e Stefano Secchi ma Albertino passò il brano nel DeeJay Time perché gli piaceva, al punto da farlo entrare pure nella DeeJay Parade. Noi però eravamo molto giovani per capire le dinamiche di quei tempi» prosegue Molinaro.

You Make Me Cry

La copertina di “You Make Me Cry”, il pezzo con cui i Bliss Team tornano al successo all’inizio del 1995

Come avviene per la maggior parte degli autori e band pop dance, il successo discografico dei Bliss Team è altalenante. Il secondo momento dorato risale al 1995 quando esce “You Make Me Cry”, caratterizzato da un intro orchestrale e rilevato nel territorio tedesco da una multinazionale, la RCA. «Vivevo quelle esperienze da DJ, la mia priorità è sempre stata mettere i dischi. Dopo “People Have The Power” avemmo un forte calo (“Go!” del 1994, in joint venture tra Propio ed Inprogress, passa quasi inosservato, anche se quell’anno i Bliss Team remixano “Come Mai” degli 883 e “Freak” di Samuele Bersani, nda) ma tornammo in classifica con “You Make Me Cry”. Però devo ammettere che il numero di serate, soprattutto all’estero, rimase costante anche durante quella fase di transizione non fortunata. Io comunque non amavo tutti quei concerti, spesso salivo sul palco con una tastiera senza neanche il cavo di alimentazione (come qui e qui, nda). Con l’uscita del remix di “You Make Me Cry” decisi quindi di lasciare il tour dei Bliss Team e tornare nei club. Un musicista prese il mio posto sino alla conclusione della tournée mentre io iniziai a lavorare all’Ultimo Impero con Gigi D’Agostino, con cui già collaboravo in ambito discografico (nei progetti Blasfemia e Satellite)».

Molinaro resta comunque nel team di produzione dei Bliss Team che incidono altri cinque singoli ma con successo singhiozzante. Il sipario viene tirato nel 1998 con la cover di “With Or Without You” degli U2. «Grazie agli introiti ottenuti coi Bliss Team riuscimmo a rinnovare gli studi, assumere risorse umane (tra cui l’amico d’infanzia Maurizio Lobina) e ed aprire l’Inprogress Records dove fiorirono, tra gli altri, i Da Blitz col neoarrivato Gabry Ponte. Della Bliss Corporation ricordo ogni singolo nato al suo interno, era un posto fantastico dove vigeva un solo obiettivo, creare musica. Mi porto dietro un solo rimpianto, non essere riuscito a salvarla» conclude Molinaro.

Circa un anno dopo la fine dei Bliss Team l’etichetta torinese di Massimo Gabutti e Luciano Zucchet, che prende il nome proprio dal duo di “People Have The Power”, torna alla carica con gli Eiffel 65 (i citati Ponte, Lobina e lo stesso Randone), tra gli ultimi exploit mondiali per la pop dance italiana. (Giosuè Impellizzeri)

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