Louis Element & Johnny Williams, quando clonare porta buoni risultati

Louis Element & Johnny WilliamsNegli anni Novanta la Francia, oltre al filone (di popolarità mondiale) del French Touch, ha saputo districarsi anche tra i meandri della classica Eurodance, con diversi progetti che hanno raggiunto le classifiche italiane. Tra i team di produzione più attivi da menzionare è quello composto da Louis Element e Johnny Williams (pseudonimi rispettivamente di Louis Corte ed Harry Verschuere), che tra il 1995 e il 1999 riescono ad inanellare una serie di buone produzioni.

A volerla dire tutta, la maggior parte dei loro brani richiamano fortemente dischi di successo usciti sempre qualche mese prima, come ad esempio “The Future” di B-One, del 1996, fortemente ispirato da “Freed From Desire” di Gala, una delle hit internazionali di quell’anno. In Italia viene licenziato dalla UDP (gruppo DiscoPiù), etichetta che rileva anche “No Good” di Davis, nell’autunno 1998, che musicalmente strizza l’occhio ad “Horny ’98” di Mousse T. Sempre nello stesso periodo, sulla Do It Yourself di Max Moroldo e Molella, esce “A Sign” di Skyland, altro nickname utilizzato dai due francesi. Con un sample tratto da “Sweet Dreams” degli Eurythmics, ripercorre la scia di “Free” dei Bacon Popper dell’estate 1998 (in questa invece il sample è prelevato da “New Year’s Day” degli U2).

Il più grande successo per i due francesi arriva però nell’estate 1999, quando “Vamos A La Playa” di Miranda diventa un inno del periodo e proietta la modella di origini spagnole in vetta alle chart europee. A livello vocale è da segnalare la presenza di La Velle (Lavelle McKinnie Duggan), già chiamata in causa da Element e Williams per il progetto B-One qualche anno prima. Dopo “A La Fiesta” ed “Eldorado” cala il sipario sia su Miranda che sui produttori francesi, non in grado di replicare gli ottimi risultati degli anni Novanta. (Luca Giampetruzzi)

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