Andrea Gemolotto – DJ chart marzo 1999

Andrea Gemolotto chart marzo 1999
DJ: Andrea Gemolotto
Fonte: Disco Mix
Data: marzo 1999

1) Tore – Battlestar XB-7
Il 10″ vede due protagonisti, Tore Andreas Kroknes alias Erot e l’amico Bjørn Torske. L’assonanza fonetica tra Tore e Torske manda comprensibilmente nel pallone più di qualcuno, compreso Gemolotto che sbaglia nell’attribuire a Torske, artefice del solo lavoro di editing, la paternità del brano. Forse al quartier generale della Svek pensarono intenzionalmente a questo gioco di lettere come burla. “Battlestar XB-7” di Erot è un incredibile mosaico fatto di tessere house, disco e funk, a tratti impazzite grazie ai filtri incrociati di cutoff/resonance e ai frenetici edit di Torske che non si esime dal mandare parti in reverse. Su un incalzante ritmo intriso di percussioni ed un vibe dal retrogusto caraibico, i norvegesi edificano la loro proto nu disco, la stessa da cui germoglieranno le carriere di altri connazionali come Lindstrøm & Prins Thomas, Rune Lindbæk, Blackbelt Andersen, Todd Terje, Ytre Rymden Dansskola, diskJokke e Magnus International. Il disco resta l’ultimo inciso da Kroknes: il promettente compositore (ma anche designer grafico, il logo della Tellé è opera sua) muore ad aprile del 2001 a soli 23 anni, stroncato da un problema congenito al cuore.

2) Kenny Lattimore – If I Lose My Woman
Estratto dall’album “From The Soul Of Man” del ’98, “If I Lose My Woman” è uno dei pezzi più noti di Kenny Lattimore, cantante statunitense che figura nella formazione dei Maniquin a fine anni Ottanta. Spalleggiato dalla Columbia, riesce ad affermarsi da solista come una delle voci r&b/soul più calde. Per l’occasione a traghettarlo verso la house sono i Masters At Work, autori di un remix dai riflessi jazz che probabilmente è quello a cui Gemolotto fa riferimento nella sua classifica.

3) Fini Dolo – Blow
“Blow” dei Fini Dolo è deep house per palati fini caratterizzata da uno spoken word femminile ed accenni soul/funk derivati dal sample preso da “Outstanding” di The Gap Band (1982). La versione principale è curata dai Restless Soul, team di produzione fondato da Phil Asher e Luke McCarty, e nella parte centrale vede lo sviluppo di una sezione di fiati che mandano in visibilio gli amanti della house garage.

4) Funk Essentials – Funking City
Pubblicazione confinata al totale anonimato questa dei Funk Essentials, sembra prodotta da Anthony R. White e Lorraine Lucantoni sull’onda di progetti paralleli come Funk ‘N’ Soul e 1st To Go. I due avrebbero meritato un trattamento decisamente diverso visti i trascorsi ma è risaputo, il mondo della musica può riservare anche sonore delusioni.

5) Turnstyle Orchestra – Latin Soul
Proviene dal catalogo dell’indimenticata Guidance Recordings l’unica apparizione che un quartetto di DJ/produttori firma come Turnstyle Orchestra. “Latin Soul” presenta un lungo e suggestivo intro ricavato da “Singing Winds, Crying Beasts”, brano d’apertura di “Abraxas” di Santana (1970). Più percussiva invece la … Not So Latin… Sonic Soul Mix.

6) Doodlebug – Loose In Your Mind
I Doodlebug (Andrew Blake e Dave Coker) alle prese con un tool house sollecitato da una voce femminile che recita il titolo. Il remix inciso sul lato B è di Silverlining alias Asad Rizvi, personaggio che conosce popolarità tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila quando il suo nome finisce su autorevoli magazine che lo mettono nella lista dei DJ da seguire con attenzione.

7) Incognito – Nights Over Egypt
Dalla tracklist dell’album “No Time Like The Future” pubblicato dalla Talkin’ Loud di Gilles Peterson e Norman Jay, “Nights Over Egypt” è la cover dell’omonimo delle Jones Girls (1981) ricantato da Jocelyn Brown. Ai DJ è destinato un doppio mix con ben cinque remix dei Masters At Work ed uno a firma MJ Cole. È presumibile che Gemolotto avesse scelto una di queste versioni, tutte in bilico tra house ed acid jazz.

8) Hell – Copa
“Copa”, come descritto in Gigolography, «è il secondo singolo estratto da “Munich Machine” ed è uno spassoso reprise disco/funk/house di “Copacabana” di Barry Manilow (1978), promosso da un video ironico immerso tra machismo e belle donne». A produrre insieme ad Hell è l’amico Filippo “Naughty” Moscatello, artefice di un impeccabile lavoro di “taglio e cucito” che trasforma la hit di Manilow (presunta nuova identità di Jim Morrison) da ballata a metà strada tra disco e musica latina in un irresistibile glamour track di house mutante. Ad impreziosire il 12″ sono i remix di Abe Duque e Ian Pooley ma per la versione destinata al Regno Unito la Disko B coinvolge pure Phats & Small, quell’anno nelle classifiche di vendita internazionali con “Feel Good”, “Tonite” e soprattutto “Turn Around”.

9) Irving Project – Pick Me Up
Irving Project era un progetto messo su dal compianto vocalist di Chicago Kevin Irving (quello di “Children Of The Night”, Trax Records 1987) e dal produttore/tastierista Spero Pagos. La Strictly Hype Recordings investe parecchie risorse in “Pick Me Up” commissionando svariati remix con cui riempie a dovere prima un doppio di taglio house su Afterhours e poi un singolo che corre su ritmi più agitati su Underground Construction. Comprensibilmente ad essere coinvolti sono artisti della “Windy City” come Mazi Namvar, Rick Garcia, Johnny Fiasco, DJ Bam Bam e DJ Trajic, interpellati per rileggere il pezzo secondo le proprie inclinazioni stilistiche. Purtroppo Gemolotto non chiarisce quale sia la versione da lui scelta.

10) Idjut Boys And Quakerman – Life The Shoeing You Deserve
Trattasi di un album che la Glasgow Underground pubblica nella primavera del 1999 con cui il duo degli Idjut Boys (Conrad McDonnell e Dan Tyler) torna a collaborare con Ben Applin alias Quakerman, all’insegna di quella che ai tempi viene etichettata come nu funk. Brano traino dell’intero lavoro è “Radio Rage”, si dice costruito sul basso carpito a “Spank” di Jimmy “Bo” Horne, che ondeggia per oltre sei minuti shakerando house sotto effetto del low-pass filter ed uno spoken word femminile. Il pezzo viene estratto in formato singolo durante l’autunno successivo e remixato da 16B che irrobustisce il ritmo e lo connette ad emozionali sequenze melodiche.

(Giosuè Impellizzeri)

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